| Lungo la media valle del Conca i borghi e i paesi più antichi sorgono sulla sommità delle colline più accoglienti: così è per Montecolombo un paese che ha
mantenuto nel centro storico gli elementi architettonici del suo castello, dove i panorami si aprono sia sulla valle che verso San Marino e verso il mare, dove si può vivere la tranquillità delle colline a pochi minuti dalle spiagge.
Montecolombo ha un territorio prevalen temente costituito da morbide colline.
Le sue origini sono antichissime: il Castrum Montis Columbi faceva parte, in età romana, della giurisdizione di Rimini.
Molte dominazioni si avvicendarono: nel 1157 per decisione di Federico Barbarossa fu aggregata con la vicina Montescudo - previo un giuramento e il pagamento di una somma - alla città di Rimini sotto la quale restò fino al 1209, quando Ottone IV la concesse alla Chiesa di Ravenna.
Un Malatesta, nel 1271, riportò all'obbedienza della chiesa ravennate il Castello di Montecolombo che le si era sotratto nel 1238; in questo modo Montecolombo restò soggetta ai Malatesta fino al 1528 quando venne occupata dai Veneziani; passò infine allo Stato Pontificio. Nel 1816 Pio VII
dichiarò Comune Montecolombo, staccandolo da Montescudo.
Sul territorio, in epoca malatestiana erano presenti: la Rocca di San Savino, di cui restano alcune tracce, la Rocca di Croce, e la rocca di Montecolombo, tutt'ora in buono stato di conservazione. A quest'ultimo edificio si accede attraverso una doppia porta: la prima si apre nelle mura che cingono l'abitato,
mentre la seconda, con arco a sesto acuto e corsie per lo scorrimento del ponte levatoio, è sovrastata da una torre. Nella Chiesa di S. Martino si conserva un bel quadro del tardo '700 rappresentante San Martino, opera del riminese Giuseppe Soleri Brancaleoni.
Posizione e clima hanno favorito la produzione di un ottimo olio d'oliva e di vino Sangiovese. Nella frazione di Taverna ha luogo una tradizione produzione di terracotta e ceramica.
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